L' incontro

scritto da Antares 50
Scritto 22 ore fa • Pubblicato 8 ore fa • Revisionato 8 ore fa
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Un incontro durato una vita.
- Nota dell'autore Antares 50

Testo: L' incontro
di Antares 50

L’incontro tra mia madre e mio padre è degno della migliore love story hollywoodiana.
Mio zio Nino(fratello di mamma) aveva sposato una ragazza che abitava al piano di sotto di nome Letizia, la quale, aveva un fratello di nome Vittorio, che mia mamma non conosceva.
La sera, spesso i nonni scendevano giù per passare la serata intorno al braciere ascoltando i racconti rupestri di nonno Giovanni.
fu proprio durante una di queste sere, che a causa di un improvviso temporale, mio padre aspettando che spiovesse, si fermò anche lui ad ascoltare le storielle divertenti di nonno, e…meraviglie delle meraviglie per tutta la sera, si chiese chi fosse quella splendida ragazza seduta accanto al nonno.
Ciò che lo turbava di più è che non si spiegava come mai, lui che conosceva anche le formiche del quartiere, non avesse mai visto né sentito parlare di quel fiore che era davanti a lui.
galeotto fu il temporale fatto sta, che da quella sera gli amici di mio padre seduti davanti al bar di Piazza S.Ciro lo aspettarono invano. Questo accadeva nell’inverno del 1942, in un’abitazione di Via A.Consiglio in Portici (na).
Lui, come tutti i ragazzi della sua età, fu chiamato a difendere la patria, e durante una brevissima licenza, sempre per puro caso, incontrò mia madre a casa sua, e con la scusa di mostrarle un binocolo, le chiese se voleva condividere la vita con lui. Questa scena mio padre ce l’ha raccontata tante volte, mi sembra di vederla, evidentemente la considerava uno dei momenti più belli della sua vita.
‘’Lui, un giovanotto alto magro, con i capelli a spazzola ( ‘alla principe Umberto’), vestito da marinaio, in piedi, alle spalle di mamma che le regola il binocolo e con la testa fra i capelli neri e lunghi di lei mentre le sussurra all’orecchio:’’Te vuo’ mettere a ffa’ a ‘mmore cu mic’ ?’’( Vuoi fidanzarti con me?).
la risposta affermativa lo dovette portare al settimo cielo.
Da quel giorno le licenze divennero più frequenti, tanto che a volte si faceva km a piedi (Napoli Portici e viceversa), per poterla vedere anche per poche ore.
Intanto il cuore di mamma accelerava i battiti ogni volta che vedeva steso al sole sul terrazzo sottostante un giubbotto da marinai…era il segnale che papà ero a casa, e allora trovando una scusa col nonno, giù per le scale, quasi volando a salutare il suo bel marinaio, arrivato per incontrare lei.


L' incontro testo di Antares 50
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